sabato 4 ottobre 2014

Mattinata di proteste a Serina e Ambria


Sabato 4 ottobre nuove manifestazioni del Comitato frana Sp 27: dalle 8.30 un sit in di protesta al piazzale del mercato di Serina e una manifestazione e dalle 9.45 una manifestazione ad Ambria di Zogno.


Un sit in di protesta al piazzale del mercato di Serina e una manifestazione che sta bloccando il traffico sulla ex statale 470 in località Ambria di Zogno: torna ad alzare la voce il Comitato frana S.P. 27 che, a dieci mesi dalla chiusura della provinciale per il materiale staccatosi dalla parete rocciosa il 2 dicembre 2013 in località Rosolo di Algua, chiede una soluzione ad un problema ormai quasi cronico.

"Amici, residenti e villeggianti" della Valle Serina sono stati invitati al sit in di protesta del piazzale del mercato di Serina, scattato alle 8.30 di sabato mattina, mentre un discreto gruppo di persone si è diretto più a sud, ad Ambria di Zogno, per una manifestazione che dalle 9.45 sta creando più di un disagio agli automobilisti che vengono deviati verso Ambria stessa e Camanghè.

Il senso di quest'ultima azione è ben descritto in uno striscione in testa alla manifestazione: "Oggi, 4 ottobre 2014, la deviazione la facciamo tutti": un modo senza dubbio efficace per allargare il fronte della protesta e per far comprendere le proprie ragioni. Lunghe code, infatti, sono segnalate sull'ex statale 470, già a partire da Sedrina.

Differente, invece, lo slogan che accompagna il sit in dei manifestanti a Serina: "Con l'inverno alle porte il disagio si fa sempre più forte". Nel Comune amministrato dal sindaco Fattori è la seconda manifestazione nel giro di due settimane: l'ultima volta che il Comitato si era fatto sentire era infatti il 24 settembre, giornata in cui si svolge la Fiera Zootecnica, evento simbolo della tradizione serinese e di tutta la valle.

Bergamonews - 4 ottobre 2014

giovedì 2 ottobre 2014

Per non dimenticare: 3 dicembre 2013 – 3 ottobre 2014

 

Per non dimenticare: 3 dicembre 2013 – 3 ottobre 2014
La notte tra il 2 e il 3 dicembre 2013 una frana, precipitata dal versante della montagna dalla parte di Costa Serina e nel territorio di questo Comune, al confine con Algua, interrompeva la S.P. 27 della Valserina. I detriti demolivano il vecchio ponte, coperto la vecchia galleria e sommerso a metà il ponte nuovo.
 
Domani saranno quindi dieci mesi esatti dall’evento che ha in sostanza spaccato la Valserina in due tronconi.
Se pure è vero che alternative viabilistiche esistono, sia pure con grossi limiti o addirittura con l’esclusione di veicoli ingombranti, è altrettanto vero che il danno maggiore è sopportato dal pendolarismo giornaliero di studenti e maestranze che devono necessariamente scendere nei centri della Valle Brembana o, addirittura, nelle località di pianura.
La pletora di riunioni indette in questi dieci mesi non ha prodotto che risultati scarsi e inefficaci per dare un’adeguata soluzione al problema. Regione, Provincia e da buon ultima l’Amministrazione Comunale di Serina non hanno trovato la corretta sinergia di risorse, non esclusivamente finanziarie ma concretamente operative, per progettare e dare tempi certi al ripristino dell’importante arteria vallare.
Recentemente un Comitato spontaneo, il “Comitato S.P. 27” ha riproposto all’attenzione dell’opinione pubblica la delicata e incancrenita situazione riuscendo, a quanto pare, a smuovere gli Organismi Pubblici dall’oblio e dall’ignavia.
Questa volta i notevoli ritardi nell’intervento sono solo in parte imputabili alla solita cantilena che da anni ascoltiamo a ogni disastro ambientale: “Mancano i soldi a causa del “fiscal compact”, ma derivano in grandissima parte dall’inefficienza dei Responsabili diretti o indiretti.
 
A dieci mesi dell’evento franoso si attendono ancora i risultati dell’indagine idrogeologica necessaria alla bonifica del versante franato, propedeutica alla demolizione e successiva ricostruzione del ponte sul torrente Serina.
Considerando ciò che normalmente avviene nel campo delle opere pubbliche, forse non ci si dovrebbe meravigliare ma sicuramente “scandalizzare” per la gestione dilettantesca e improvvisata di tutta la vicenda.
E da buoni realisti (con i dovuti scongiuri) aspettiamoci ancora successive sorprese con l’auspicio che non ne derivino azioni deprecabili.
 
Gallicus