«Puntiamo sul territorio e il buon governo»
La politica è servizio, significa mettersi a disposizione del territorio ed affrontare e risolvere i problemi del Paese. Non sono un politologo ma un politico ed in quanto tale, non posso e non voglio ignorare quanto accaduto.
Oramai ad ogni elezione viene attribuito un significato. Il vero dato che emerge, al di là di chi a vinto e di chi ha perso, è il segnale che ci viene dal popolo a tener banco. È, infatti, del tutto evidente il crescente distacco tra i partiti e l'elettorato che lo esprime attraverso l'astensione al voto. Ci troviamo di fronte ad un ipotetico partito del 35%, tale è la consistenza di chi non ha votato, a ciò si aggiungano le numerosissime schede bianche che vanno in qualche modo a rimpolpare la schiera della disaffezione ai partiti. Numerose le ragioni, sicuramente la principale non è quella attribuita alle condizioni metereologiche favorevoli ed alla «bella giornata». Le ragioni sono ben più profonde e sono state annunciate dal bergamasco Nando Pagnoncelli in un articolo pubblicato la scorsa settimana da L'Eco di Bergamo. Un approccio quello di Pagnoncelli non condizionato ma basato su dati reali ed obbiettivi quali i problemi tutt'ora irrisolti nel nostro Paese e soprattutto legati al disagio giovanile. Interessante l'indagine esposta dallo stesso Pagnoncelli in una nota trasmissione televisiva in onda su Rai 3 nella quale il dato più evidente era quello relativo ai 10 milioni di italiani non andati alle urne. Le riforme sono importanti, ma non va dimenticato che la maggior parte della gente si deve misurare quotidianamente con problemi più pressanti e contingenti. Una priorità, a mio avviso, va data alla politica industriale ed al lavoro salvaguardando, ove possibile, l'occupazione.
È urgente una defiscalizzazione, ma appena ci sarà la copertura finanziaria per farlo. Lotta all'evasione sì, ma soprattutto agli sprechi e premi all'efficienza, alle Regioni virtuose ed al buon governo.
Quello del «buon governo» è un tema a me caro, così come auspico nuovi spazi nel partito per giovani preparati e capaci, in grado di far politica e non solo in cerca di poltrone. I parametri sono molto semplici, si chiamano competenza, merito e territorialità che sono propedeutici ad efficacia ed efficienza sia nella pubblica amministrazione, sia nel fare impresa, ma soprattutto nel fare politica. È pertanto necessario per noi essere più collegati al territorio, dialogare con esso, ascoltare e portare avanti le giuste istanze della gente che spesso si sente distante da chi decide.
Bisogna inoltre incrementare la presenza, soprattutto dei parlamentari sul territorio, essi ci dovranno stare effettivamente e non virtualmente. Significa rimboccarsi tutti le maniche, abbiamo
davanti a noi tre anni di lavoro intenso.
Prima di tutto, mantenere il programma e gli impegni verso i nostri elettori, consolidare la loro fiducia e possibilmente, incrementarla con l'esempio e ripeto, con il buon governo. Io sono, come sempre, a disposizione.
Valerio Carrara senatore del Pdl
Nota del Gallo del Pollaio:
Caro Senatore, la Sua lettera andrebbe indirizzata, con molte sottolieature, alla sua "protetta" e "sostenuta" Sindaca di Oltre il Colle. Forse potrebbe insegnarLe che la "supponenza" é in contrasto con quanto Lei, signor Senatore, sostiene con efficacia di parole ".....È pertanto necessario per noi essere più collegati al territorio, dialogare con esso, ascoltare e portare avanti le giuste istanze della gente che spesso si sente distante da chi decide.", ma che, per quanto attiene il suo territorio d'origine, non paiono ascoltate.
Ma forse, anche Lei, potrebbe essere etichettato come un "disfattista" e una "quinta colonna" che trama alle spalle del "guidatore".
Nemo profeta in patria.

