domenica 5 giugno 2011

Sorpresa a Zogno: con le ruspe ecco il cantiere della variante


Alla centrale Enel il 2 giugno, giorno festivo, comparsi mezzi e cartello
Si parte. Ma sul tabellone manca la data di consegna. Dimenticanza?


Che sia proprio la volta buona, dopo anni di attese? È la domanda che si sono posti i valbrembanini e gli automobilisti frequentatori abituali della valle che transitando da Zogno, precisamente in località centrale Enel.
Qui si sono notate alcune ruspe in azione sull'ampio piazzale che fiancheggia la strada provinciale in direzione di Bergamo, laddove il progetto della variante di Zogno prevede la realizzazione di una rotatoria di immissione al centro del capoluogo e alla futura galleria.

Il via in giorno di festa
I lavori sono iniziati improvvisamente nella giornata di giovedì 2 giugno, festa della Repubblica, suscitando in qualcuno incredulità. Tecnicamente si tratta dell'occupazione del suolo: di prima mattina è arrivato sul posto un gruppo di operai, con un paio di autocarri dai quali sono stati scaricati due prefabbricati metallici che serviranno per il ricovero di personale e attrezzi di cantiere, uno scavatore, una gru gommata e una pala meccanica. E sulla recinzione dell'area sono comparsi un grande striscione con il logo dell'impresa Itinera di Alessandria che ha in appalto l'opera e ancora il cartello con la descrizione e l'importo dei lavori, i richiami di legge, i nomi dei responsabili.
Come è ormai noto, la variante avrà una lunghezza di oltre quattro chilometri di cui all'incirca un terzo in due gallerie successive, un viadotto di oltre trecento metri di lunghezza e quindi un lungo tratto a cielo aperto.

La rotatoria di valle è frutto di una modifica del progetto iniziale, sicuramente migliorativa anche per la viabilità del centro di Zogno che, con l'attivazione della variante, recupererà sul piano dell'inquinamento acustico ed atmosferico, ma anche in vivibilità, se si pensa che l'abitato del capoluogo è attraversato ogni giorno da un flusso di oltre 25.000 veicoli che arrivano anche a 30.000 nei giorni clou del turismo estivo e invernale.

A monte e a valle
L'opera è alle prime battute: il cantiere che si sta allestendo riguarda l'esbosco delle pendici della montagna agli ingressi delle gallerie. Si lavorerà contestualmente sui due fronti di monte e di valle, in modo che la variante possa essere pronta, come annunciato più volte, entro il 2014. Presto dovrebbe esserci pure l'annunciato momento dell'apertura ufficiale del cantiere alla presenza delle autorità, un atto doveroso per un'opera tra le più importanti e costose a livello regionale.

La variante è finanziata per 61 milioni di euro grazie a Regione, Provincia di Bergamo, Anas e altri fondi statali. Partirà dalla centrale Enel di Zogno a sud, poco a monte della località Sogno, con un rondò, e arriverà dopo due gallerie, a monte di Ambria, in località Madonna del Lavello. Tornando al tabellone di descrizione dei lavori, non compaiono ancora le date di consegna e di ultimazione. Una semplice dimenticanza?

Sergio Tiraboschi - L'Eco di Bergamo - Domenica 05 Giugno 2011 PROVINCIA, pagina 39

sabato 4 giugno 2011

Rilanciare il turismo? Sì, in miniera

Da Gorno a Oltre il Colle, nel cuore della montagna
La proposta di un itinerario integrato targato Bicocca «Risorsa enorme per studiosi, scuole e vacanzieri»

Un'idea in più per valorizzare il nostro territorio, sfruttandolo anche a fini turistici. È quella di realizzare un itinerario di 80 chilometri alla scoperta delle vecchie miniere e dei giacimenti di metalli della Lombardia, dal lago di Lecco alla Valle Camonica. Centro nevralgico del percorso: i giacimenti minerari e l'archeologia industriale della Valle Seriana. La proposta viene da Franco Rodeghiero, docente del dipartimento di Scienze geologiche all'Università di Milano Bicocca, che lancia l'idea di collegare i molti punti di interesse minerario e geologico che esistono nella nostra regione.

«Si tratta di un percorso che seguirebbe l'orizzonte geologico chiamato Metallifero – spiega il professor Rodeghiero –, in cui sono ospitati i principali giacimenti di metalli di tutta la Lombardia, oltre ovviamente alle miniere dismesse e ai vecchi impianti di trattamento e trasporto del minerale. Stiamo parlando di qualcosa che avrebbe tutti i numeri per chiamarsi "La via di piombo e zinco delle Orobie"». L'idea è di realizzare un itinerario turistico integrato che potrebbe interessare a tanti: scolaresche, studiosi italiani e stranieri, oltre naturalmente ai turisti, i quali potrebbero godersi passeggiate in montagna scoprendo le attività estrattive che fino a non molti decenni fa erano il cuore di molte economie locali.

«La montagna offre una ricchezza enorme – continua Rodeghiero –. Perché non valorizzarla? Percorsi di questo tipo esistono in altre regioni e all'estero, dove c'è una frequentazione altissima di diversi tipi di utenza. Sarebbe un peccato concentrarsi solo sui singoli punti di interesse senza creare un'iniziativa di carattere sovraccomunale, che sappia mettere in collegamento i tanti pezzi interessanti di questo territorio».

Da Gorno a Serina
E dentro questa ipotesi di percorso unitario sarebbero molte le località coinvolte. Verrebbero comprese, per cominciare, le iniziative di recupero delle miniere già intraprese in Valle Seriana: l'Ecomuseo di Gorno, i progetti già ideati sulle miniere di Parre, Premolo e della Presolana. A cui si aggiungerebbero molte altre località: il museo di Oltre il Colle, Camerata Cornello, il monte Pedrozio a Serina, la Val Vedra a Oltre il Colle, il monte Grem a Oneta, i monti Belloro e Trevasco a Gorno e Parre.

Una lunga traccia fatta di vecchie miniere, archeologia industriale, minerali che affiorano in superficie, strati e pieghe delle rocce, oltre che di paesaggi affascinanti. «Già solo per le Università della Lombardia – conclude Rodeghiero – sarebbe un'occasione avere dei siti così vicini da poter visitare. Interesserebbero agli studenti e ai ricercatori di diverse discipline: geologia, ingegneria, scienze ambientali, che ora sono costretti ad andare in Svizzera o in Alto Adige». Insomma, un terreno di studio, ma a portata di mano.

Il nodo dei fondi
Giampiero Calegari, che da sindaco di Gorno ha seguito lo sviluppo dell'Ecomuseo (ora primo cittadino è Italo Serturini), saluta positivamente l'idea: «Un progetto che preveda di integrare i diversi luoghi minerari è positivo, bisogna fare tutto il possibile per ridare vita alle nostre miniere. E un sistema-museo attrarrebbe senza dubbio più visitatori di una singola area». Resta un solo punto sospeso, e non di poco conto: le risorse. Ma enti o sponsor potrebbero spuntare all'improvviso, come una vena di metallo dalla roccia.
 
Sara Agostinelli - L'Eco di Bergamo - Sabato 04 Giugno 2011 PROVINCIA, pagina 28