mercoledì 25 agosto 2010

L'appello del soccorso alpino


"Attrezzatevi e usate il buon senso"
Le regole fondamentali per non rischiare la vita cercando funghi sono semplici e non compromettono la “caccia”.

Giornata nera, quella di martedì 24, per i cercatori di funghi che si sono avventurati nelle valli lombarde. Sulle montagne bergamasche due persone sono morte: Maria Gritti, 67 anni, di Zogno, è caduta in una scarpata a Mezzoldo. Mario Nova ha perso la vita a causa di un malore mentre si trovava ai piani dell’Avaro, a Cusio. Un’altra donna è morta a Sondrio, dopo aver picchiato la testa cadendo nel greto di un fiume. Tragedie che si possono evitare con un po’ di accortezza e buon senso.

Le regole fondamentali per nonrischiare la vita sono semplici e non compromettono la “caccia”. “Prima di tutto è bene preparare al meglio la giornata, studiando la cartina della zona per individuare eventuali pericoli – spiega Renato Ronzoni, delegato della VI zona orobica del Soccorso alpino –. Poi è necessario conoscere le condizioni meteo. Un altro consiglio è quello di comunicare a qualcuno l’ora di rientro a casa e lasciare esposto nell’auto un biglietto con il numero di telefono e i contatti. Nonostante sia contro le regole non scritte del cercatore di funghi, è meglio essere in compagnia”. Un’altra regola basilare è attrezzarsi adeguatamente.

Cercare funghi non è una scampagnata: abbandonare i sentieri e avventurarsi nel sottobosco è rischioso. “Nel 70% dei casi di incidente, le persone soccorse non hanno l’attrezzatura adatta. Indossano scarpe del da passeggio o stivali per evitare le vipere.

Anche quando si parla di media montagna è necessario indossare scarponcini o scarponi, magari con le ghette impermeabili se si vuole evitare il bagnato. Ormai si trovano a prezzi accessibili a tutti. La causa degli incidenti è al 99% la scivolata. Un sottobosco in pendenza può trasformarsi in un’asse di legno con sopra del sapone, è molto facile cadere. Ne sappiamo qualcosa noi del soccorso alpino: durante gli interventi spesso dobbiamo legarci per stare in piedi”.

L’ultimo consiglio è quello di alzare lo sguardo di volta in volta. “Il cercatore di funghi ha un campo visivo molto ristretto – continua Ronzoni – 2 o 3 metri. Se un fungo è sull’orlo di un precipizio, l’istinto mette a fuoco la preda e non il pericolo. Ogni tanto bisogna fermarsi e guardare dove si sta camminando. Mai farsi prendere troppo dalla caccia al tesoro”.

Bergamonews - 24 agosto 2010

giovedì 19 agosto 2010

Auto parcheggiate sulla via per l'Arera



Multe e proteste


Oltre il Colle: l'area finale di sosta era al completo. Un'escursionista: «Assurdo, meglio un pedaggio»

Parcheggio esaurito e le auto in sosta sulla strada si ritrovano con una multa da 78 euro. «Assurdo – protesta qualche escursionista – quella strada va gestita in modo diverso». «Le multe non sono state più di dieci e sono state date solo a chi intralciava il traffico – replica il sindaco Rosanna Manenti –. E il divieto di sosta sulla strada è segnalato».

Succede lungo la strada comunale che da Plassa di Oltre il Colle sale alle pendici dell'Arera, strada recentemente aperta dal Comune. A conclusione del tracciato si trova un parcheggio con una sessantina di posti, poi, considerato il divieto di lasciare l'auto sulla strada, non c'è altra possibilità di sostare.


Ma molti, arrivati al parcheggio pieno, lasciano ugualmente l'auto lungo la strada, non volendo tornare indietro fino a Plassa.
«Sono arrivata con alcuni amici intorno alle 9 – scrive al giornale un'escursionista dell'hinterland di Bergamo – e le auto sulla strada per l'Arera erano tantissime. Ma non c'erano vigili per bloccare o organizzare il traffico. Arriviamo al parcheggio pieno, parcheggiamo allora dove possibile, contro il guardrail, e controlliamo che possano ampiamente transitare le auto. E come noi hanno fatto molti altri. Come mi è stato poi confermato da altre persone, problemi di transito o di pericolo non ce n'erano. Alle 12,40, ecco i vigili: così, al nostro ritorno, verso le 17, abbiamo trovato una multa da 78 euro. E come noi diverse decine di auto».
«Sono amareggiata – continua l'escursionista – e mi domando: non era più funzionale e turisticamente proficuo, richiedere una piccola cifra per il transito e la sosta, con qualcuno che, alla partenza e all'arrivo, organizzasse i parcheggi e bloccasse l'ingresso una volta raggiunto il limite? E poi, se proprio c'è il divieto di sosta, che peraltro io non ho visto salendo, perché solo alcune auto sono state multate? Per me e molti altri, l'aria dell'Arera è costata un po' cara e mi dispiace che certi episodi diventino un incentivo alla fuga turistica». «I vigili – replica il sindaco – hanno multato le auto a monte del parcheggio, perché in sosta su una strada rurale, e poi quelle che più a valle ostacolavano il traffico. Ho chiesto ai vigili più attenzione su questa strada proprio perché mi è stato segnalato che c'era chi correva troppo. Per le prossime stagioni vedremo di regolamentare e limitare l'accesso».


G. Gh. - L'Eco di Bergamo - Giovedì 19 Agosto 2010 PROVINCIA, pagina 27

Nota della Redazione:
Come al solito, si fanno i lavori a metà e i disagi si fanno pagare agli "utenti". Ho potuto osservare personalmente il grande afflusso di auto dirette al parcheggio a quota 1600 metri.
La novità dell'apertura della strada e la facilità di raggiungere successivamente  il rifugio Capanna 2000,  il Sentiero dei fiori e da ultimo la curiosità per la costruenda "Cattedrale verde".  dava per scontato tale afflusso.
Il parcheggio, sin dai primi giorni, si era dimostrato insufficiente e, a metà luglio, era ancora possibile eseguire alcuni lavori di ampliamento.
Ma forse anche per tale lavoro il nostro egregio "Pubblico Amministratore" avrebbe disposto di soli 1000 euro !!!!!
Gallicus